LITURGICA

LP011 – La riscoperta del linguaggio simbolico

M.G. MUZJ

Informazioni sul corso

Professore: Maria Muzj  muzj@unigre.it

Programma: Mar. V-VI, 2° sem., 2 cr., 3 ECTS

Contenuto

A partire dai grandi studi del XX secolo sul linguaggio simbolico, condotti non solo nel campo della filosofia e delle scienze umane, ma anche in quello dell’esegesi e della liturgia, si analizzano le motivazioni dell’impatto del simbolo e se ne studia l’uso nella rivelazione giudaico-cristiana e nella vita sacramentale cristiana. La funzione trasformante del simbolo, derivante dal suo stretto rapporto con l’affettività (desiderio) della persona e con la sua corporeità spiega la specifica attitudine del simbolo a evangelizzare la totalità della persona e a educare l’affettività cristiana che gli viene riconosciuta dai maestri spirituali d’Oriente e d’Occidente.

Scopo

Conoscere meglio la natura e le potenzialità del linguaggio simbolico quale modalità espressiva caratteristica della Sacra Scrittura, della liturgia e dell’arte cristiana per il culto: non solo per non confonderlo con l’allegorismo o con la costruzione mentale, ma per riappropriarsene e riscoprire l’attualità della pedagogia della fede praticata dalla Chiesa indivisa.

Bibliografia

Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Orientale lumen, 1995;

 

Ch.A. Bernard, Teologia simbolica, Roma 1984;

 

G. Durand, Le strutture antropologiche dell’immaginario, Bari 2009;

 

R. Murray, Symbols of Church and Kingdom, London 1975;

 

M.G. Muzj (ed.), Simbolo cristiano e linguaggio umano, Milano 2013;

 

G. Ravasi, “…Kî Tôb: Dio vide che era bello”, in T. Verdon (ed.), L’arte e la Bibbia. Immagine come esegesi biblica, Settimello 1992, 43-78.