LITURGICA

LP017 – “In persona Christi, In persona Ecclesiæ”: due formule eucaristiche al vaglio della “lex orandi”

C. GIRAUDO

Informazioni sul corso

Professore: Cesare Giraudo, SJ  cesare.giraudo.sj@gmail.com/a>

Programma: Gio. III-IV, 2° sem., 2 cr., 3 ECTS

Contenuto

La formula in persona Christi deve il suo successo alla scolastica, che se n’è avvalsa per definire il ruolo del sacerdote quando, nel racconto istituzionale, pronuncia le parole stesse di Cristo. La validità riconosciuta all’anafora di Addai e Mari – tuttora in uso nella Chiesa Assira d’Oriente senza quelle parole – invita a non assolutizzare tale formula, quasi fosse l’unica chiave di lettura per spiegare la transustanziazione.

Scopo

Attraverso un’attenzione congiunta alle anafore e ai commentari patristici lo Studente sarà aiutato:

 

  • a contestualizzare l’impiego della formula in persona Christi;
  • a integrarla con la parallela formula in persona Ecclesiæ;
  • a prendere atto che nessuna anafora ci autorizza a dire che in quel momento è Gesù che sta parlando;
  • a riconoscere che chi sta parlando è l’assemblea celebrante, rappresentata in misura eminente dal sacerdote che proclama l’anafora “in nome della Chiesa che supplica con le parole di Cristo (in persona Ecclesiæ orantis sermone Christi)”;
  • a comprendere che solo interrogando la lex orandi è possibile riscoprire l’interazione dinamica tra racconto istituzionale ed epiclesi.

Bibliografia

B.D. Marliangeas, Clés pour une théologie du ministère. “In persona Christi, In persona Ecclesiæ”, Paris 1978;

 

C. Giraudo, “In unum corpus”. Trattato mistagogico sull’eucaristia, Cinisello B. 2007;

 

Id., “In persona Christi”, “In persona Ecclesiæ”. Formule eucaristiche alla luce della “lex orandi”, in Rassegna di Teologia 51 (2010) 181-195.