PATRISTIC THEOLOGY

Ts025 – La mistica, ponte tra Oriente e Occi- dente

Richard Cemus, SJ

Informazioni sul corso

Professore: Richard Cemus, SJ, richard@pontificio-orientale.it
Programma: 2nd sem.

Contenuto

In un’epoca stanca di concetti astratti, ma desi- derosa di esperienze personali come la nostra, l’interesse per la mistica cresce. Se in Oriente la mistica è una «disposizione sta- bile di orazione che per un amore supremo rapisce sulle cime intellettuali l’intelligenza» (Evagrio Pontico), in Occidente sant’Ignazio di Loyola può dichiarare che scopo degli Esercizi spirituali è «vedere Dio in tutte le cose». Profeticamente così si esprime Karl Rahner: «Il cristiano del futuro o sarà un mistico, o non sarà affatto». Per vedere Dio (theoria, contemplazione) bisogna conformare la propria vita al Vangelo (praxis), giacché Dio si rivela ai puri di cuore. Da fenomeno eccezionale, l’esi- genza si sposta nell’evo nuovo verso il “normale” quotidiano come spessore del vissuto cristiano. Anche se in Occidente esi- ste una mistica senza Dio, l’Oriente insiste sul vincolo indis- solubile tra teologia e preghiera, tra mistica e fede. Vladimir Losskij sostiene che per l’Oriente la teologia è sempre mistica, perché ha a che fare con il mistero di Dio.

Scopo

A partire dalla lettura del libro di Losskij (Teologia mistica della Chiesa d’Oriente) il seminario esaminerà i vari indirizzi della mistica nell’Est e nell’Ovest, cercando una risposta alla domanda se la mistica possa favorire l’unità tra i cristiani.

Bibliografia

V. lossKy, Teologia mistica della Chiesa d’Oriente, Bologna 1967.